• Prof. Bogazzi

    Fausto Bogazzi è nato a Carrara (MS) il 24/01/1961. Ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia nel 1987 presso l’Università degli Studi di Pisa e la specializzazione in Endocrinologia e Malattie del Ricambio presso la stessa Università nel 1992. Ha completato la sua formazione all’estero presso la Clinical Endocrinology Branch e la Genetics and Biochemistry Branch, National Institute of Arthritis, Diabetes, Digestive and Kidney Diseases, National Institutes of Health, Bethesda, USA, studiando i meccanismi molecolari di regolazione della trascrizione genica da parte degli ormoni tiroidei (agosto 1991- dicembre 1993).

    E’ professore associato di endocrinologia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Pisa (MED/13). Svolge la sua attività didattica presso la Scuola di Specializzazione in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo della Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università di Pisa; presso il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia dell’Università di Pisa (Patologia Sistematica); presso il Corso di Psicologia della Salute (psiconeuroendocrinologia) dell’Università di Pisa.

    I principali campi di interesse clinico e di ricerca sono rappresentati dalla fisiopatologia tiroidea, ed in particolare dalla patologia tiroidea da eccesso di iodio, dall’ipertiroidismo e dall’ipotiroidismo, dalla fisiopatologia ipofisaria con particolare riguardo ai tumori ipofisari, inclusa l'acromegalia, l’iperprolattinemia e l’ipercortisolismo ed i tumori neuroendocrini.
    E' autore di oltre 400 pubblicazioni, 142 delle quali su riviste internazionali con peer review, recensite su PubMed. E’ attivo peer-reviewer delle principali riviste internazionali di endocrinologia, metabolismo e medicina interna. E’ peer-reviewer del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca per la valutazione dei progetti di ricerca di interesse nazionale.

    Ha vinto numerosi premi come miglior poster o comunicazione a Congressi nazionali ed internazionali;

    Ha vinto il premio della Società Italiana di Endocrinologia (2009), onorato con una lettura magistrale su tireopatie da eccesso di iodio e sull’acromegalia; ha vinto il premio JEI della Società Italiana di Endocrinologia nel 2006 per la migliore pubblicazione scientifica sul Journal of Endocrinological Investigation.

    E' membro di varie società scientifiche nazionali e internazionali tra cui European Thyroid Association, Società Italiana di Endocrinologia, European Neuroendocrine Tumors Society e ha in corso collaborazioni scientifiche con istituzioni italiane e internazionali di grande prestigio. E’ stato membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Endocrinologia 2007-2011, della Commissione Didattica e della Commissione Scientifica della stessa società; fa parte dell’Editorial Board del Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism dal 2013 e è reviewing editor del Journal of Endocrinological Investigation, e del Journal of Thyroid Research.

    Malattie della tiroide

    Le malattie della tiroide sono di frequente riscontro nella popolazione generale; nel corso degli ultimi anni è stato riportato un aumento della prevalenza delle malattie tiroidee, dovuto, da un lato, all’aumento dell’attenzione posta a queste patologie da parte del personale sanitario e al frequente uso delle indagini ecografiche che permettono un precoce rilievo di alterazioni tiroidee e dall’altro lato al reale incremento del numero delle persone affette. Le malattie della tiroide colpiscono più frequentemente le donne che gli uomini con un rapporto di 4 a 1.

    Che cos'è la tiroide

    La tiroide è una ghiandola endocrina situata alla base del collo, costituita da due tipi di cellule secernenti ormoni: le cellule follicolari che producono gli ormoni tiroidei (Tiroxina o T4 e Triiodotironina o T3) e le cellule parafollicolari che producono la calcitonina. La secrezione degli ormoni della tiroide e il loro metabolismo è complesso e regolato in maniera molto fine.

    Malattie della tiroide

    • 1. Malattie da alterata funzione:
      • a. IPERTIROIDISMO (Aumento di funzione)
      • b. IPOTIROIDISMO (Diminuzione di funzione)
    • 2. Malattie infiammatorie
      • a. TIROIDITI
    • 3. Malattie da aumento di volume
      • a. GOZZO
    • 4. TUMORI

    Casistica

    Le malattie della tiroide sono presenti in una percentuale rilevante della popolazione italiana. Si stima che alterazioni della funzione tiroidea (ipotiroidismo o ipertiroidismo) siano presenti nel 3 - 8% della popolazione, mentre il gozzo può interessare il 15% dei soggetti adulti.

    Sintomi

    Gli ormoni tiroidei regolano tutte le funzioni dell’organismo. Un eccesso (Ipertiroidismo) o un difetto (Ipotiroidismo) di ormone può avere molteplici manifestazioni, che possono interessare l’organismo in modo variegato; possono essere presenti, tra gli altri:

    • Alterazioni del cuore
    • Alterazioni del peso
    • Alterazioni della composizione corporea
    • Alterazioni dell’appetito
    • Alterazioni dell’umore
    • Alterazioni del ritmo sonno-veglia

    Tuttavia, alcune malattie della tiroide, come ad esempio i noduli normo- funzionanti oppure l’iniziale ipotiroidismo, non presentano sintomi conclamati, ritardando così la diagnosi.

    Un cenno particolare va riservato ai noduli della tiroide; al giorno d’oggi, la maggior parte dei noduli viene rilevata nel corso di altri accertamenti, soprattutto ecografie, eseguiti per motivi non legati direttamente alla patologia tiroidea; si tratta, quindi, di noduli silenti, perché non danno manifestazioni legate a variazioni di funzione della tiroide né a sintomi dovuti alla compressione degli organi del collo. La maggior parte di questi noduli risulterà, alle indagini che saranno eseguite, di natura benigna; tuttavia, una percentuale, seppur piccola, ma non trascurabile, risulterà maligna all’esame citologico.

    Un moderno approccio diagnostico permette di rilevare in fase precoce i tumori della tiroide e di mettere in pratica un percorso terapeutico che
    permette una completa guarigione, nella stragrande maggioranza delle persone.

    L’IPERTIROIDISMO AUTOIMMUNE (MORBO DI FLAJANI-BASEDOW- GRAVES) è la forma più frequente nelle donne giovani; si presenta con molteplici sintomi dovuti all’eccesso di ormoni della tiroide su tutto l’organismo; raramente (3-5% dei casi) vi è un interessamento oculare.

    L’IPOTIROIDISMO AUTOIMMUNE (TIROIDITE CRONICA DI HASHIMOTO) è la forma più frequente di ipotiroidismo spontaneo; il decorso della malattia è molto lento e le manifestazioni da carenza di ormone della tiroide sono tardive; tuttavia, oggigiorno, la tiroidite autoimmune viene rilevata in una fase iniziale, e spesso asintomatica, perché gli esami di funzione tiroidea e l’ecografia del collo sono spesso inseriti in indagini di screening egnereale.

    Diagnosi

    La diagnosi precoce delle malattie tiroidee permette di offrire, spesso, alla persona affetta, più opzioni terapeutiche, spesso conservative. In questo ambito, risulta essenziale offrire alla persona con una malattia della tiroide un percorso diagnostico articolato e completo che permetta di definire la diagnosi in modo celere e appropriato.

    Percorso diagnostico nelle principali malattie di alterata funzione della tiroide

    Nella maggior parte dei pazienti con ipotiroidismo o con ipertiroidismo il percorso diagnostico prevede un prelievo del sangue per valutare lo stato metabolico e per ricercare la presenza di autoimmunità tiroidea; in casi selezionati, può essere necessario integrare la valutazione con il dosaggio della tireoglobulina circolante o con la secrezione urinaria di iodio. L’ecografia tiroidea, eventualmente integrata dall’indagine color-Doppler è, di norma, l’indagine morfologica di prima scelta; in taluni pazienti è necessaria l’integrazione con l’indagine scintigrafica.

    Percorso diagnostico nella patologia nodulare della tiroide

    Il percorso diagnostico del paziente con malattia nodulare della tiroide ha lo scopo di accertare la funzione tiroidea (prelievo di sangue), il volume e le caratteristiche dei noduli (ecografia del collo), la natura dei noduli (agoaspirato tiroideo con esame citologico), e l’eventuale effetto compressivo sugli altri organi del collo (indagine radiologica); talora è necessario studiare la funzione dei singoli noduli mediante esame scintigrafico.

    L’ecografia del collo

    L’ecografia del collo permette di studiare la struttura del parenchima tiroideo, di determinare il volume della tiroide, di rilevare la presenza di noduli e di avere informazioni funzionali mediante l’esame color Doppler.

    NODULO TIROIDEO; l’esame ecografico permette di rilevare le dimensioni, e la struttura (in questo caso sono presenti delle aree cistiche), e la presenza di una capsula, così come altre caratteristiche che possono avere un carattere di sospetto.

    L’ecografia è molto utile anche in assenza di noduli; infatti, permette di avere importanti informazioni sulla struttura del parenchima ghiandolare, suggerendo, in taluni casi, la presenza di una patologia autoimmune; inoltre, l’esame color-Doppler fornisce, seduta stante, un dato funzionale.

    Agoaspirato Tiroideo

    L’esame citologico viene eseguito su un campione di cellule prelevato mediante l’introduzione di un ago sottile all’interno di un nodulo della tiroide. La procedura avviene mediante controllo ecografico; è una procedura indolore, e affidabile, permettendo di ottenere informazioni sulla natura di un nodulo della tiroide. La procedura viene eseguita in regime ambulatoriale e dura pochi minuti.